1830

“Negli Stati Uniti dell’Ottocento, il termine robber baron (in inglese, barone-rapinatore o barone ladrone) designava degli imprenditori e banchieri che ammassavano grandi quantità di denaro, costruendosi delle enormi fortune personali, solitamente attraverso la concorrenza sleale. Il termine è oggi impiegato riferendosi alla stessa categoria di persone che mettono in pratica dei metodi imprenditoriali non trasparenti per ottenere potere e ricchezza. Robber baron deriva dalla denominazione dei signori medievali tedeschi, che illegalmente pretendevano dei pedaggi esorbitanti dalle navi che attraversavano il Reno. Gli studiosi non sono concordi sull’origine e sull’uso del termine. È stato reso popolare da un libro di Matthew Josephson durante la Grande depressione, nel 1934. Il giornalista attribuì la reintroduzione del termine ad un pamphlet del 1880 contro il monopolio, in cui i contadini del Kansas designavano così i magnati delle ferrovie”.

Così dice Wikipedia in http://it.wikipedia.org/wiki/Robber_baron 

A sinistra la tabella delle quotazioni, a destra i certificati azionari
In effetti il gioco rispetta con precisione questa strategia predatoria, dove erogare un servizio (quello ferroviario) serve unicamente a far crescere il valore delle azioni che finiranno nel patrimonio personale del proprietario-giocatore e solo in parte saranno reinvestite nell’acquisto di nuovi treni e nel potenziamento delle linee.
Parte della mappa e dei treni
Due sono infatti le fasi del gioco: quella di compravendita e quella di esercizio in cui gli ideatori del gioco hanno inventato un interessante escamotage per rendere la mappa sempre diversa: come si vede nella foto seguente i giocatori creano le linee posando esagoni di diverso colore (prima i gialli, poi i verdi e infine i marroni) ottenendo così in una mappa abbastanza ristretta sempre diversi tracciati e diverse possibilità di guadagno.

Va da sé comunque che lo scopo del gioco è accumulare più denaro degli altri, infatti il regolamento dice testualmente “La regola che impone una intera serie di fasi di esercizio dopo ciascuna fase di compravendita ha la finalità di evitare una frode finanziaria che sarebbe ecces­siva anche per un gioco come 1830. Dato che questa manovra è stata già sventata con una norma, non dovrete più preoccuparvene voi. Ma se non avete ancora preso in considerazione questo genere di azioni, dovete chiedervi quali sono le vostre concrete capacità di affarista”.
Insomma la cosa importante non è fornire un servizio, ma solo accumulare denaro e poi lasciare che se la sbrighi qualcun altro; tant’è vero che la voce sopra di Wikipedia cita in bibliografia:
Thomas J. DiLorenzo. How Capitalism Saved America. Three Rivers Press, 2005
In pratica la finanza cerca un affare messo in piedi da altri (le Compagnie private, in questo caso) ci mette i soldi della Banca, lo mette sul mercato, rastrella i soldi degli azionisti e, quando reputa che la cosa abbia reso il suo massimo, se ne disfa e va in cerca di nuove avventure.
E’ esattamente il meccanismo delle “bolle finanziarie”, che abbiamo tristemente imparato a conoscere nella realtà.
Chi volesse provare l’ebbrezza del gioco (uscito nel 1986) lo trova ancora, come nuovo, su eBay:

Pubblicato da uacmio47

manifestazione ricominciamo dal futuro

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