The source of Nile

1.0. – INTRODUZIONE
Dal XIX° Secolo, la cultura Europea emerse da secoli di pregiudizi nella sua grande epoca. Le capacità e le ambizioni della civilizzazione Occidentale erano dirette fuori, verso tutto il resto del mondo. Fra le varie sfide accettate ci fu l’esplorazione dell’Africa e la ricerca delle sorgenti dei suoi fiumi. L’Africa fu per lungo tempo protetta da un impenetrabile muro di deserti,giungle, altopiani e coste. Solo malvolentieri concesse il suo territorio, a poco a poco, a determinate incursioni di esploratori Europei. Questi intrepidi viaggiatori sia che fossero spinti da spirito d’avventura, dalla ricerca scientifica, da gloria personale o da desiderio di scoprirne le risorse nascoste, iniziarono il loro ultimo ed eventualmente positivo assalto lungo le vie naturali e più accessibili del continente, i suoi fiumi. Questi fiumi erano molto di più che un percorso versò l’interno. Un fiume navigabile rappresentava il mezzo più economico con cui le nuove terre dell’Africa potevano essere determinate, le sue risorse sviluppate ed i suoi indigeni civilizzati. Una scoperta importante non potrebbe avere nessun valore se non ci fosse un sistema economico di sfruttamento. Il percorso dei fiumi di grande lunghezza e volume aveva una grande importanza non solo per la loro grandezza fisica, ma soprattutto per i molti territori che aprivano alla esplorazione. L’esplorazione dell’Africa può essere raccontata per mezzo dell’esplorazione dei suoi fiumi, il Niger, il Congo, lo Zambesi e il più grande di tutto, il Nilo. La sorgente del Nilo fu un mistero vecchio come la civiltà. Per gli antichi Egizi, il Nilo fu oggetto di lavoro e di vita. Sicuramente, per secoli migliaia di persone cercarono di scoprire le terre da cui nascevano le sue sorgenti. Che il viaggio fosse pericoloso fu chiaramente attestato dai numerosi insuccessi che si ebbero.A mezza strada, attraverso il Sudan,il Nilo si divide in due tronchi presso Khartoum. Il ramo est, il Nilo blu, si dirige a Belfodiyo, dove si tuffa dall’ altopiano Etiopico in una serie di cascate in luoghi talmente impervi che non risultarono completamente esplorati fino al 1950. Il ramo occidentale, il “Nilo bianco, può essere seguito più facilmente fino a che si smarrìsce diffondendosi nelle paludi chiamate “Sudd”. Questi furono i limiti naturali della ricerca delle sorgenti del Nilo. Se un esploratore straordinariamente eccezionale riuscì a spingersi oltre le paludi e le montagne, ed oggi sappiamo che qualcuno lo fece, le scoperte che riuscì ad effettuare furono considerate come fantasia. La sorgente del Nilo non fu l’unico punto di interesse geografico. La scoperta delle sorgenti di ognuno dei grandi fiumi che si riversano nelle coste dell’Africa fu sempre salutata con trionfi. Infatti, se il Congo e il Niger fossero stati due fiumi più lunghi del Nilo, i loro esploratori avrebbero potuto godere di una maggiore fama. Altri aspetti rilevanti come i grandi laghi, le cascate e le montagne furono pietre miliari nella scoperta dell’Africa. Ci furono quelli che andavano alla ricerca dell’oro, dei diamanti, dell’avorio e delle pelli. Altri cercavano terra, acqua e legname per le fattorie e le case, o ferro e carbone per l’industria. Per gli zoologi ed i botanici l’Africa fu un paradiso di esotica vegetazione e vita selvaggia. Per i dottori ed i missionari, le condizioni fisiche e spirituali degli indigeni furono un campo di grande interesse. Per gli etnologi e gli antropologi, la chiave dell’evoluzione dell’uomo ed il suo sviluppo culturale potevano essere nascosti lì. Per i giornalisti, gli indigeni non erano che vittime del brutale e barbaro commercio degli schiavi. La mappa dell’Africa, che era stata quasi completamente sconosciuta, fu compilata nel 1814; vennero tracciati i suoi fiumi, vennero misurate e rappresentate sulla mappa le sue montagne, le giungle, i deserti ed i laghi. Le risorse del suolo, acqua, minerali e selvaggina che in passato risultarono appena accennati, vennero ora messi a disposizione dei vari paesi del mondo. Gran luce fu inoltre fatta su altri misteri della scienza da indizi nascosti nella flora e nella fauna Africana. I popoli africani che avevano per lungo tempo vissuto in un isolamento tipico dell’età della pietra,si trovarono all’improvviso proiettati nella comunità mondiale. Tutte queste imprese, le cui conseguenze non si possono ancora prevedere, originarono dalla ricerca della sorgente del Nilo.  (Dalla traduzione del dott.Alfredo Gentili allegata al gioco originale)

Come si può vedere anche dal sito http://boardgamegeek.com/boardgame/1577/source-of-the-nile, si tratta di un altro gioco Avalon Hill che, per l’argomento, si presta alla didattica.
Ha anche qualche caratteristica del gioco di ruolo, dal momento che ogni giocatore ha obiettivi diversi a seconda che scelga di impersonare un botanico, un medico, un antropologo, un esploratore, un geologo, un giornalista, un missionario, uno zoologo.

Purtroppo il gioco adotta la consueta meccanica Avalon Hill della sequenza di gioco, che (come da immagine sotto) può essere anche molto lunga e gli altri giocatori non possono che stare a guardare; il vantaggio è che si può giocare anche in solitario.

Nella confezione ci sono anche due pennarelli per tracciare itinerario e scoperte, ma, dato che sono scarsamente cancellabili, consigliamo di sovrapporre un foglio trasparente alla mappa e scrivere su quello.
Per la reperibilità, al momento in cui scriviamo, c’è un’offerta su e-bay per $50 più $25 di spese di spedizione.
In Italia lo trovate qui: http://giochinscatola.it/catalog/product_info.php?products_id=4718

Pubblicato da uacmio47

manifestazione ricominciamo dal futuro

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