A che gioco giochiamo

Dungeon Heroes Manager è un titolo gestionale dove dovremo agire con chiare finalità capitalistiche: ridurre i costi e massimizzare i guadagni!  Ci occuperemo del reclutamento degli eroi in taverna (stando bene attenti che siano iscritti al SESSO: Sindacato Eroi Spesso SOccombenti), del loro equipaggiamento e dei loro compensi in caso di successo. Ma c’è una clausola del contratto che ricopre un’importanza fondamentale nella gestione della nostra impresa: l’eroe viene ricompensato solo se  torna vivo dalla missione! Come avrete intuito il nostro assai poco nobile intento è di far si che il dungeon venga saccheggiato ma che il numero di avventurieri che torni con il bottino sia il più basso possibile…meglio se dispari e minore di tre! Per raggiungere questo obiettivo, interverremo sul modo in cui gli eroi vengono abbinati ai mostri che devono fronteggiare, dovremo sostanzialmente saper calibrare il “deperimento” del gruppo da noi ingaggiato a mano a mano che scendono nelle profondità del dungeon, stando attenti che almeno un eroe rimanga in vita al termine di ogni scontro.
estratto da: http://www.gioconomicon.net/modules.php?name=News&file=article&sid=7483&title=dadi-lovecraftiani-e-reclutamento-eroi-per-stratelibri

Sostituite Dungeon con Stato; Heroes con Politici; Manager con Banche e tirate le somme…

Sul gioco d’azzardo

Da tempo, nel nostro paese, si confondono concetti che hanno bisogno di parole nuove: succede in tutti i campi, ma noi ci occupiamo di giochi e da qui vogliamo partire. Perché le parole sono importanti e, quando cambiamo le parole, cambiamo la nostra percezione del mondo.
In Italia, gioco e gioco d´azzardo, pur essendo due cose molto diverse, spesso risultano indistinti.
Nel mondo anglosassone il concetto di “giocatore” si articola in “gambler” (quello che gioca d´azzardo) e “player” (quello che gioca i giochi o, anche, suona gli strumenti musicali). Gli appassionati di giochi in scatola si chiamano “gamer”.
 
Nel nostro paese, la dizione formale “gioco di azzardo patologico” si è trasformata nel più sintetico “ludopatia“, coerentemente con uno slittamento dal termine “gioco d´azzardo” al semplice “gioco”, favorito da chi, col gioco d´azzardo, lavora. Pensiamo sia importante, anche nel linguaggio che usiamo tutti i giorni, mantenere la distinzione e proponiamo di adottare il termine “azzardopatia”. Riteniamo che l´uso del vocabolo “ludopatia” possa essere addirittura dannoso, camuffando il “gioco di azzardo patologico” dietro un termine emotivamente accettabile.
Riteniamo che l´uso della parola “azzardopatia”, parimenti sintetico e pratico, sia più corretto e la sua diffusione ancora possibile.
 
Come? Usando questa parola sui giornali, quando si parla di questa emergenza sociale; usandola nelle leggi e nelle delibere, accanto al termine tecnico “gioco di azzardo patologico”; adoperandola nelle campagne sociali; sostituendo, in sintesi, la parola “ludopatia”.
 
Perché? Perché la parola “ludus” ha un significato più ampio e nobile che si connota entro un´accezione più ricca e piena del concetto di gioco.
 
Recentemente Spartaco Albertarelli, noto autore di giochi, ha definito il gioco, non quello d´azzardo, come segue: “Il gioco è lo strumento che consente agli essere umani di interagire direttamente con il proprio immaginario, attraverso un sistema di regole che chiedono di essere rispettate”. Niente di tutto questo sta nelle pratiche patologiche di chi non riesce a smettere di giocare alle videolottery, alle slot machine, al gioco d´azzardo on line.
 
Nel 2009 è nato il progetto “Fate il nostro gioco”, una campagna d´informazione matematica sul gioco d´azzardo (www.fateilnostrogioco.it).
Nel 2012 ALI per Giocare (www.alipergiocare.org) ha lanciato una campagna, “Mi azzardo a dirlo”, con lo scopo di sollecitare l´aggiunta della specificazione “d´azzardo” alla parola gioco, laddove si parli di “giochi pubblici con vincite in denaro”. Nell´ottobre del 2012 l´ASL 3 di Genova ha pubblicato un documento dal titolo molto significativo: “L´azzardo? non è un gioco!”. All´inizio del 2013 il Coordinamento Genitori Democratici (www.genitoridemocratici.it) ha lanciato una campagna contro il gioco d´azzardo e la sua pubblicità, in particolare quella televisiva nelle fasce orarie protette. Nello scorso mese di novembre l´Arciragazzi ha organizzato il convegno “Il gioco non vale la candela” (http://www.arciragazzi.org/online/?p=394). Siti web sono nati per segnalare gli esercizi commerciali senza slot (http://www.senzaslot.it/). Moltissime, fortunatamente, sono le iniziative di sensibilizzazione al tema che trascuriamo di citare.
 
Siamo convinti che un nuovo proibizionismo farebbe senz´altro danno e, con la presente, non intendiamo disconoscere il fatto che anche il mondo del gioco d´azzardo è variegato e ha punte di interesse culturale legittimo (si pensi, ad esempio, al poker sportivo) come ampie aree che lo sono molto meno (si pensi alle slot machine dietro l´angolo). Queste ultime sono la vera emergenza nazionale giacché, apprendiamo dai giornali, una buona fetta sono ancora in mano alla criminalità organizzata e sono anche forti e ben organizzate le lobby che operano a loro tutela.
La stragrande maggioranza delle azzardopatie è legata alle slot machine.
 
A noi, tuttavia, molto più modestamente interessa distinguere a livello macroscopico, come fanno altre lingue, il gioco sano, che chiamiamo semplicemente gioco, dal gioco d´azzardo. Crediamo che l´uso del termine “azzardopatia” contribuisca a questo scopo.
 
Mauro Adorna, Spartaco Albertarelli, Enzo Bartolini, Anna Benedetto, Luca S. G. Betti, Luca Borsa, Marco Carli Ballola, Gianfranco Buccoliero, Raffaele Cadamuro, Daniela Capitanucci, Tino Cappelleri, Andrea Castellani, Stefano Castelli, Mario Catarisano, Luca Cerrato, Dario Cherubino, Pietro Cremona, Massimiliano Cuccia, Alessandro de Lachenal, Tullio De Scordilli, Dario De Toffoli, Antonio Di Pietro, Marco Donadoni, Paolo Fasce, Anna Fava, Gianfranco Fioretta, Marco Fornasir, Giovanni Galanti, Renato Genovese, Nicla Iacovino, Andrea Ligabue, Antonello Lotronto, Giovanni Lumini, Piermaria Maraziti, Stefano Mondini, Paolo Mori, Paolo Munini, Andrea Nini, Tomas Paladin, Fabrizio Paoli, Ennio Peres, Angelo Porazzi, Claudio Procopio, Lorenzo Sartori, Anna Scovenna, Giacomo Sottocasa, Paola Rizzi, Marina Santinelli, Franco Sarcinelli, Beniamino Sidoti, Alberto Tavazzi, Lorenzo Trenti, Mirella Vicini, Emanuele Vietina, Andrea Vigiak, Luca Volpino, Giorgio Weiss, Elvira Zaccagnino, Dario Zaccariotto.

Per il gioco

X il Gioco, Edizione 2014!
Amici Ludici, Le Rune del Lupo, La Tana dei Goblin Venezia e La Gilda del Grifone hanno il piacere di invitarti a X IL GIOCO 2014, il convegno di formazione tecnica destinata ai giocatori e alle associazioni ludiche del territorio nazionale.
L’8-9 febbraio 2014, nella nuova sede di Casa Novarini a San Giovanni Lupatoto (VR) Associazioni, Editori, giocatori si confronteranno su temi d’interesse comune.

Come ogni anno i due giorni saranno strutturati per permettere ai partecipanti momenti strutturati su temi specifici alternati da momenti in plenaria e momenti per uno scambio libero di contatti, opinioni e idee.
Il programma 2014:
Sabato 8 febbraio
8.30: Registrazione Partecipanti
9.30: Inizio lavori e saluto delle autorità
10.00-11.00: Introduzione all’edizione 2014
11.15-13.30: Conferenza “Il Rapporto tra le Associazioni Ludiche e gli Editori – Idee, esperienze positive e criticità”
13.30-14.30: Pausa pranzo
14.30-16.15 e 16.45-19.00: Workshop
I due slot permetteranno di seguire 2 workshop ad ogni partecipante
19.00-19.30: Piccolo Spazio Promo – gli enti commerciali presentano i propri prodotti pensati per le Associazioni Ludiche e i Giocatori
19.30: Conclusione della prima giornata
20.00: Cena collettiva in un ristorante della zona , a seguire momento ludico
!Domenica 9 febbraio
8.30: Registrazione Partecipanti
9.30: Inizio lavori
9.30-11.15 e 11.45-13.30 Workshop
I due slot permetteranno di seguire 2 workshop ad ogni partecipante 13.30-14.30: Pausa pranzo
14.30-16.00: plenaria : Conclusioni collettive e idee per la prossima edizione
A breve, sul sito www.xilgioco.org, potrete preiscrivervi a quella che si preannuncia essere come la più interessante delle edizioni di X il Gioco!

Tactics II

La compagnia fu ufficialmente fondata nel 1958 da Charles S. Roberts con il nome “The Avalon Hill Game Company”, già dal 1952 però Roberts usava il nome “The Avalon Company”, come etichetta per autopubblicare il suo wargame Tactics, generalmente considerato il primo wargame commerciale[1]. Il nome deriva dalla zona di Baltimora in cui abitava Roberts, chiamata per l’appunto “Avalon” e situata su una collina (“Hill”)[2] Roberts, all’epoca riservista dell’esercito si aspettava la chiamata per il servizio militare nella guerra di Corea e ideò il gioco come forma di preparazione alla guerra. Quando divenne chiaro che non sarebbe stato chiamato in servizio decise di pubblicare il gioco, piuttosto che di sprecarne la pubblicazione.[3]
Il primo gioco pubblicato ufficialmente dalla compagnia fu Tactics II (1958), la seconda edizione di Tactics[4] Con Tactics Roberts sviluppò un gioco da tavola basato su scenari che simulavano scontri tra forze militari strategie e tattiche. Questo tipo di gioco era già relativamente conosciuto, i wargame ludici si possono far risalire ad H. G. Wells che aveva pubblicato un manuale di regole intitolato Piccole guerre (Little Wars, 1913), ma l’uso di mappe esagonali e di pedine in cartoncino invece di miniature e terreni modellati in scala, simili a quelli in uso nel modellismo ferroviario ridusse notevolmente il costo di produzione, permettendo di proporre questo tipo di giochi a un pubblico più ampio. Le partite ai giochi più complessi potevano durare per giorni o anche settimane e l’Avalon Hill realizzò un sistema per permettere di giocare per posta.[5]

estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Avalon_Hill

Riportiamo questa breve notizia per l’importanza storica di questo gioco e anche per un ricordo personale: passai un’intera notte di capodanno (dalle 22 alle 6) giocandolo con un amico!

The source of Nile

1.0. – INTRODUZIONE
Dal XIX° Secolo, la cultura Europea emerse da secoli di pregiudizi nella sua grande epoca. Le capacità e le ambizioni della civilizzazione Occidentale erano dirette fuori, verso tutto il resto del mondo. Fra le varie sfide accettate ci fu l’esplorazione dell’Africa e la ricerca delle sorgenti dei suoi fiumi. L’Africa fu per lungo tempo protetta da un impenetrabile muro di deserti,giungle, altopiani e coste. Solo malvolentieri concesse il suo territorio, a poco a poco, a determinate incursioni di esploratori Europei. Questi intrepidi viaggiatori sia che fossero spinti da spirito d’avventura, dalla ricerca scientifica, da gloria personale o da desiderio di scoprirne le risorse nascoste, iniziarono il loro ultimo ed eventualmente positivo assalto lungo le vie naturali e più accessibili del continente, i suoi fiumi. Questi fiumi erano molto di più che un percorso versò l’interno. Un fiume navigabile rappresentava il mezzo più economico con cui le nuove terre dell’Africa potevano essere determinate, le sue risorse sviluppate ed i suoi indigeni civilizzati. Una scoperta importante non potrebbe avere nessun valore se non ci fosse un sistema economico di sfruttamento. Il percorso dei fiumi di grande lunghezza e volume aveva una grande importanza non solo per la loro grandezza fisica, ma soprattutto per i molti territori che aprivano alla esplorazione. L’esplorazione dell’Africa può essere raccontata per mezzo dell’esplorazione dei suoi fiumi, il Niger, il Congo, lo Zambesi e il più grande di tutto, il Nilo. La sorgente del Nilo fu un mistero vecchio come la civiltà. Per gli antichi Egizi, il Nilo fu oggetto di lavoro e di vita. Sicuramente, per secoli migliaia di persone cercarono di scoprire le terre da cui nascevano le sue sorgenti. Che il viaggio fosse pericoloso fu chiaramente attestato dai numerosi insuccessi che si ebbero.A mezza strada, attraverso il Sudan,il Nilo si divide in due tronchi presso Khartoum. Il ramo est, il Nilo blu, si dirige a Belfodiyo, dove si tuffa dall’ altopiano Etiopico in una serie di cascate in luoghi talmente impervi che non risultarono completamente esplorati fino al 1950. Il ramo occidentale, il “Nilo bianco, può essere seguito più facilmente fino a che si smarrìsce diffondendosi nelle paludi chiamate “Sudd”. Questi furono i limiti naturali della ricerca delle sorgenti del Nilo. Se un esploratore straordinariamente eccezionale riuscì a spingersi oltre le paludi e le montagne, ed oggi sappiamo che qualcuno lo fece, le scoperte che riuscì ad effettuare furono considerate come fantasia. La sorgente del Nilo non fu l’unico punto di interesse geografico. La scoperta delle sorgenti di ognuno dei grandi fiumi che si riversano nelle coste dell’Africa fu sempre salutata con trionfi. Infatti, se il Congo e il Niger fossero stati due fiumi più lunghi del Nilo, i loro esploratori avrebbero potuto godere di una maggiore fama. Altri aspetti rilevanti come i grandi laghi, le cascate e le montagne furono pietre miliari nella scoperta dell’Africa. Ci furono quelli che andavano alla ricerca dell’oro, dei diamanti, dell’avorio e delle pelli. Altri cercavano terra, acqua e legname per le fattorie e le case, o ferro e carbone per l’industria. Per gli zoologi ed i botanici l’Africa fu un paradiso di esotica vegetazione e vita selvaggia. Per i dottori ed i missionari, le condizioni fisiche e spirituali degli indigeni furono un campo di grande interesse. Per gli etnologi e gli antropologi, la chiave dell’evoluzione dell’uomo ed il suo sviluppo culturale potevano essere nascosti lì. Per i giornalisti, gli indigeni non erano che vittime del brutale e barbaro commercio degli schiavi. La mappa dell’Africa, che era stata quasi completamente sconosciuta, fu compilata nel 1814; vennero tracciati i suoi fiumi, vennero misurate e rappresentate sulla mappa le sue montagne, le giungle, i deserti ed i laghi. Le risorse del suolo, acqua, minerali e selvaggina che in passato risultarono appena accennati, vennero ora messi a disposizione dei vari paesi del mondo. Gran luce fu inoltre fatta su altri misteri della scienza da indizi nascosti nella flora e nella fauna Africana. I popoli africani che avevano per lungo tempo vissuto in un isolamento tipico dell’età della pietra,si trovarono all’improvviso proiettati nella comunità mondiale. Tutte queste imprese, le cui conseguenze non si possono ancora prevedere, originarono dalla ricerca della sorgente del Nilo.  (Dalla traduzione del dott.Alfredo Gentili allegata al gioco originale)

Come si può vedere anche dal sito http://boardgamegeek.com/boardgame/1577/source-of-the-nile, si tratta di un altro gioco Avalon Hill che, per l’argomento, si presta alla didattica.
Ha anche qualche caratteristica del gioco di ruolo, dal momento che ogni giocatore ha obiettivi diversi a seconda che scelga di impersonare un botanico, un medico, un antropologo, un esploratore, un geologo, un giornalista, un missionario, uno zoologo.

Purtroppo il gioco adotta la consueta meccanica Avalon Hill della sequenza di gioco, che (come da immagine sotto) può essere anche molto lunga e gli altri giocatori non possono che stare a guardare; il vantaggio è che si può giocare anche in solitario.

Nella confezione ci sono anche due pennarelli per tracciare itinerario e scoperte, ma, dato che sono scarsamente cancellabili, consigliamo di sovrapporre un foglio trasparente alla mappa e scrivere su quello.
Per la reperibilità, al momento in cui scriviamo, c’è un’offerta su e-bay per $50 più $25 di spese di spedizione.
In Italia lo trovate qui: http://giochinscatola.it/catalog/product_info.php?products_id=4718

Tabella dei giochi proibiti

In questi giorni di festa viene ricordato dalla Questura l’obbligo di esporre nei locali pubblici e nei circoli privati (bollata) la Tabella dei giochi proibiti:

Come potete vedere l’elenco è molto lungo, la mia perplessità (conoscendo quanto poco gli italiani concordino sulle regole dei giochi di carte anche più comuni) è fino a che punto siano in grado di rispettare il divieto.
Sapendo però che mia madre con le amiche è solita giocare a Bestia, immagino che la proibizione riguardi non tanto il gioco in sé, quanto il giocarci denaro.
Più interessante e di attualità è la parte riservata alle c.d. “macchinette mangiasoldi” di cui si è largamente occupata anche la stampa non specializzata

http://www.comunebondenofe.it/images/news/giochi_poibiti/Tabella%20vidimata.pdf

Giochi sotto l’albero 2013

GIOCHI SOTTO L’ALBERO 2013
Sabato 14 dicembre dalle 16 alle 24
presso La Città del Gioco Via Forze Armate 103 Milano

Gli Autori e gli Amici di Area Autoproduzione Ospiti della Ludoteca più grande e longeva d’Italia:)

Evento facebook, se ci sarete cliccateviticisi:)
https://www.facebook.com/events/233624190138931/?fref=ts

Autori partecipanti confermati ad ora:

Luca Cazzani da Varese con Dungeon Pig
Marco Pieri da Lucca con Board of Dreams
Biblionet Andrea Marconcini da Livorno con I Gioki di Biblio e Net
Giulio Raiola da Genova con Nascondino
Angelo Porazzi da Milano con Warangel, Assist, Porcellini, COACH…

Ma vedrete che ne troverete altri che saranno tutti immortalati nel PhotoReport;)
Ad esempio, se leggete sulla pagina dell’ evento, io ci leggo il Maestro dei Giochi Marco Donadoni

A presto, a Giochi Sotto l’Albero;)

Come ogni anno, la storica ludoteca milanese La Città del Gioco del mitico Luigi Iorno, organizza insieme con Area Autoproduzione
“Giochi Sotto l’Albero”, una giornata di incontro con gli autori di giochi che amano creare ed illustrare i loro Giochi da Tavolo.
Un incontro prenatalizio per i nostri amici e bambini: trovere giochi facili da imparare e adatti a tutta la Famiglia,
Bambini, Scuole ed Educatori.
I giochi vi saranno spiegati direttamente dai loro autori, semplicemente… giocando con loro!

Per trovare idee natalizie e imparare come si può fare un Gioco da Tavolo, dall’idea alla scatola stampata.
Troverete i materiali (dadi, pedine di ogni tipo, carte) e i contatti (illustratori, stampatori, consulenti)
per realizzare i giochi da tavolo che avete in mente, per la vostra attività o per fare un regalo ai vostri clienti ed amici!
Se volete partecipare come autori, contattate Angelo Porazzi, coordinatore di Area Autoproduzione
a Ludica Milano e Roma, LuccaGames, Play Modena…
Un’idea che conta ad oggi più di 100 autori iscritti ed ospitata da anni in oltre 50 Fiere Ludiche,
Biblioteche, Scuole e… a La Città del Gioco!

La Città del Gioco www.lacittadelgioco.it Angelo Porazzi www.warangel.it

International Team

La International Team (IT) fu un editore di giochi italiano fondato alla fine degli anni settanta, inizialmente si occupò di puzzle, ma con l’arrivo di Marco Donadoni e Massimo Petrini iniziarono a pubblicare wargame e giochi da tavolo. Per poter essere facilmente esportati i giochi venivano in genere pubblicati con regolamenti oltre che in italiano anche in altre lingue (generalmente francese, tedesco e inglese). La ditta chiuse nel 1987.

Furono i primi e più famosi editori di wargame italiano: prima dei loro prodotti, in Italia è apparso solo il wargame su mappa esagonale Corteo (ideato dal C.UnS.A., Cooperativa Un Sacco Alternativa, e pubblicato da I Libri del No). Nonostante molti dei giochi prodotti dalla International Team fossero assolutamente sbilanciati e/o pieni di regole inverosimili, alcuni di questi (come VII Legio o Zargo’s Lords) sono rimasti nel cuore degli appassionati.
http://it.wikipedia.org/wiki/International_Team

Quanto dice wikipedia è talmente vero che si trova tantissimo materiale (compreso il gioco) non solo in Italia, ma anche all’estero.

In effetti, quando ho cominciato questo blog volevo semplicemente ricordare alcuni dei giochi che avevo “scoperto” negli anni ’70, pensando che fossero adesso sconosciuti; in realtà chi li ha giocati è stato prodigo di pubblicazioni su web, per cui il mio elenco diventa a questo punto un memorandum ulteriore per le giovani generazioni che capitano qui casualmente.

Per me è stata anche un’occasione per approfondire la conoscenza di aspetti che ignoravo prima di Internet (e prima di Lucca Games) quando le conoscenze erano affidate a riviste-fanzine, spesso straniere, alle manifestazioni specializzate e al passa-parola tra giocatori che si incontravano nei negozi specializzati.

Tanto per dire, Marco Donadoni lo incontrai a Bergamo ad una manifestazione di gioco da lui organizzata e la recensione del suo Zargo’s Lord qui citata è di Angelo Porazzi (conosciuto a Bondeno) che prese ispirazione proprio dai disegni di Enea Riboldi per il suo Warangel.

Merito di Zargo’s Lord, uscito nel 1979, è stato proprio quello di essere stato l’apripista in Italia del wargames, che (anche per le difficoltà della lingua inglese) aveva fino ad allora avuto un mercato ristretto a pochi appassionati.
Inoltre anche l’ambientazione fantasy (i popoli originari sono Alati, Cavalieri, Draghi, Monaci) ne favorì la diffusione; assieme ovviamente ad una grafica accattivante e a una plancia di gioco inusuale.

Come rilevato da Porazzi, oggi a sua volta autore e leader nel campo dei giochi autoprodotti, le regole avrebbero potuto essere perfezionate con un feedback più immediato da parte dei giocatori (personalmente ricordo il diverbio sorto sul fatto che le fiamme dei draghi potessero valicare le montagne!), ma allora non c’era internet.

Vista l’abbondanza di materiale in rete, rimando senz’altro al sito: http://zargosl.free.fr/zargos-F.html, dove potete trovare persino le immagini delle pedine da ritagliare, oltre alle regole.
Se invece volete acquistarlo, si trova facilmente, oltre che sul solito e-bay , anche in un sito specializzato.

Degno sicuramente di nota è anche VII legio, che però è più un gioco di ruolo ed esula dai limiti di questo blog dedicato ai boardgame.